
Se ti interessa approfondire, conoscere e sapere in questa pagina puoi fermarti e leggere.
Offro spunti di riflessione, letture e articoli su temi attuali e talvolta vicini al lettore.
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Il cestino dei Tesori
Esperienza attraverso i sensi!

Attraverso i sensi i bambini compiono esperienze sensoriali. La prima esperienza del tatto si sviluppa nel ventre materno a sole otto settimane di gestazione.
Quando nasce un bambino è importante far si che possa compiere diverse esperienze tattili e l’utilizzo del cestino dei tesori inventato da Elinor Goldshmied è una strumento che consente ciò e può essere creato in casa con materiali di uso quotidiano. Il bambino così può sperimentare e conoscere come sono gli oggetti: la qualità, il loro odore, il calore, la consistenza, il peso, la forma.
Il cestino dei tesori é costituito da oggetti di materiali naturali diversi (legno, metallo, stoffa). Durante l’utilizzo il cervello inizia a sviluppare connessioni unendo le informazioni raccolte.Cosa impara un bambino utilizzando il cestino dei tesori? Impara a scoprire, concentrarsi, e sviluppa la capacità di scegliere e decidere cosa scegliere tra più oggetti. Le azioni che può compiere attraverso i 5 sensi sono: guardare, toccare, succhiare, leccare, scuotere, lasciar cadere, scegliere, mettere dentro o portare fuori dal cestino.
Se vuoi creare il tuo cestino dei tesori con ciò che hai in casa, contattami per un laboratorio condiviso.
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Giocare è compiere apprendimenti

Attraverso il gioco i bambini apprendono cose nuove e imparano a saper fare delle cose ripetendole più volte. Per far si che si compiano apprendimenti è necessario pensare come scegliere il gioco da proporre. Il criterio guida per una buona proposta di gioco è scegliere un gioco educativo, non necessariamente da comprare. Ci sono giochi che possono nascere con utilizzo di materiali naturali al parco, in spiaggia, nel giardino di casa, in cucina e con qualsiasi cosa possa attivare l’immaginazione e lasciare al bambino la meraviglia della scoperta.
Se, desideriamo, introdurre in cameretta giochi educativi sda acquistare, il criterio può essere il medesimo di cui sopra con la differenza di una scelta tra i materiali e il come giocherebbe il bambino/a.
Il giochi in legno sono ecosostenibili, più sicuri, duraturi nel tempo, stimolano il gioco destrutturato, offrono stimoli equilibrati e garantiscono al bambino la serenità e la calma utile per concentrarsi nel gioco.
Se sei un genitore, parente o amico che desidera offrire un gioco educativo e scegliere consapevolmente rimani su questa pagina
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La costruzione del Sè: immagine riflessa

Come si sviluppa il senso del sé?
Per favorire lo sviluppo del senso è bene fornire strumenti educativi di ausilio, partendo proprio
dallo specchio.
Attraverso l’immagine riflessa nello specchio il bambino impara a riconoscere il suo corpo, a coordinare i movimenti. Vedere le sue espressioni facciali allo specchio, osservarsi e interagire con
l’immagine riflessa favorisce l’autonomia e la costruzione della rappresentazione mentale del proprio volto e corpo.
Lo specchio è uno strumento educativo che sostiene lo sviluppo cognitivo, psicologico, emotivo e la consapevolezza corporea e motoria.
Vuoi conoscere altri strumenti educativi per la crescita per allestire la camerata del tuo bimbo/a o
proporre in gioco ?
Scrivimi. -
Il pianto: la comunicazione di un bisogno non solo fisico

Studi dimostrano che il bambino è un essere senziente ed in grado di “percepire” la realtà in modo profondo già dalla gravidanza. Durante la vita uterina e poi alla nascita, il bambino compie la sua esperienza emotiva.
Nasce un essere umano dotato di una peculiare sensibilità e connessione con la mamma e l’ambiente intorno a lui.
Il pianto del bambino, nella nostra cultura, viene interpretato come un bisogno fisico (fame, sete, sonno..), eppure gli studi della psicologia infantile ci offrono una nuova conoscenza: il bambino comunica attraverso il pianto anche bisogni emotivi.
Come interpretare, quindi, il pianto?
Se vuoi saperene di più, scrivimi.
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Genitori Oggi
Essere genitori, oggi.
Essere genitori “Oggi” è una delle sfide forse più complesse.
Travolti dall’industrializzazione e dalla digitalizzazione, incastrati in ritmi frenetici e sempre più complessi, vivendo in una società che richiede la nostra quasi totale presenza nel mondo del lavoro, scegliendo di creare la propria famiglia ci si ritrova ad essere GENITORI.
I genitori di oggi si sentono SOLI, in questa società che va ad alta velocità! e si chiedono: “come posso essere un genitore sufficientemente buono?”
Niente paura! A tale interrogativo, la pedagogia può offrire diversi spunti di riflessione e anche diversi riferimenti di teorie e professionisti che nel corso della storia hanno approfondito il tema sociale e ne hanno offerto una loro teorizzazione. Uno tra i tanti fu lo psicoanalista Winnicot, il cui pensiero rivoluzionario per l’epoca di riferimento, sostiene che un genitore sufficientemente buono ha il compito di saper soddisfare i bisogni emotivi e psicologici del bambino nei momenti cruciali della sua vita, senza ergersi a modello di perfezione e anche fallire in modo non traumatico affinché possa aviarsi lo sviluppo di un’atteggiamento resiliente.
Per acquisire questi strumenti nelle genitorilalità è necessario un lavoro su di sé per poter essere genitore prima di te stesso e poi anche di tuo figlio con consapevolezza. Puoi trovare un percorso adatto a te se ti rivolgi ad un professionista del settore. Lasciati accompagnare in questo cammino di conoscenza della tua persona e scoprirai risorse e talenti che non immaginavi di avere prima. Inizia da te per essere il genitore che hai sempre desiderato di avere e regala a tuo figlio/a un porto sicuro ma anche un trampolino di lancio per realizzare i suoi sogni.
Se vuoi saperne di più, contattami.
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Le tappe dello sviluppo 0-3

Sviluppo motorio
•0-6 mesi: il bambino inizia a controllare la testa, riuscendo a sollevarla e mantenerla dritta; porta le mani alla bocca.
•6-12 mesi: impara a sedersi da solo, gattonare e mantenersi in piedi con sostegno, fino ai primi passi.
•12-18 mesi: cammina autonomamente ed esplora l’ambiente con maggiore sicurezza.
•18-24 mesi: perfeziona la deambulazione, inizia a correre e salire le scale; migliora la coordinazione, ad esempio nell’afferrare oggetti.
•24-36 mesi: affina ulteriormente le abilità motorie: corsa, salto, lancio e presa diventano più sicuri.
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Sviluppo cognitivo
•0-2 anni (stadio senso-motorio): il bambino conosce il mondo attraverso percezioni e azioni, sperimentando e interagendo con l’ambiente.
•Intorno agli 8 mesi: inizia a manipolare gli oggetti e a raccogliere informazioni su di essi.
•12-18 mesi: compare la capacità di imitare e il primo gioco simbolico, che rappresenta la realtà attraverso il gioco.
•18-24 mesi: il gioco simbolico diventa più articolato e il bambino inizia a riprodurre comportamenti e ruoli.
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Sviluppo del linguaggio
•0-6 mesi: produce suoni e vocalizzi, reagendo agli stimoli sonori.
•6-12 mesi: comprende parole semplici e pronuncia le prime, anche se non sempre chiaramente.
•12-18 mesi: il vocabolario si amplia e compaiono frasi di due parole.
•18-24 mesi: il linguaggio si arricchisce rapidamente, con frasi più complesse e maggiore capacità comunicativa.
•24-36 mesi: il bambino comprende istruzioni articolate ed esprime bisogni e desideri con maggiore chiarezza.
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Sviluppo emotivo-relazionale
•0-6 mesi: compare il sorriso sociale e il riconoscimento dei volti familiari.
•6-12 mesi: emergono emozioni più complesse, come la paura dell’estraneo; si rafforzano i legami di attaccamento.
•12-18 mesi: si sviluppa il senso di sé e cresce il bisogno di autonomia.
•18-24 mesi: imita i comportamenti degli adulti e inizia a interagire con i coetanei.
•24-36 mesi: migliora la capacità di esprimere le emozioni e di relazionarsi con gli altri.
Quando nasce un bambino/a, i genitori si preoccupano del suo stato di salute e del benessere generale. Allattamento, monitoriggio della crescita, sonno sereno o risvegli notturni, pianti ( una comunicazione da interpretare), fastidi ecc
Sono tante le situazioni nuove ed è un viaggio che non trova uguali in nessun percorso altrui.
Per chi sta intorno ad una nuova famiglia l’invito è quello di non giudicare il genitore, non sostituirsi ai genitori credendo di avere esperienze e di poterne sapere di più. Ogni genitore porta con sè una conoscenza unica verso il proprio figlio. Sostienilo in questo viaggio di scoperta, alla ricerca di un nuovo essere sé e un nuovo mondo tra le braccia.
Il bambino, tuo figlio/a, sarà il tuo coach.
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Cara mamma e caro papà, non esistono genitori perfetti ma si può essere genitori migliori e consapevoli con un percorso professionale.
La tua pedagogista Maria






