Educatrice, Pedagogista e Tutor D.S.A. in formazione

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Offro spunti di riflessione, letture e articoli su temi attuali e talvolta vicini al lettore.

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  • La relazione educativa


    La relazione educativa genitori-figli è forse uno dei processi bidirezionali dinamici con una sua peculiare complessità. Porta con sè esplorazioni di mondi interiori, riflessioni sulla propria infanzia , gli stili di attaccamento e una scoperta di nuovi modi di essere genitori ed educatori naturali attraverso un percorso nuovo con l’obiettivo di concorrere allo sviluppo totale del bambino e alla sua autonomia.
    Per far sì che ciò possa realizzarsi è importante che si crei un’ambiente favorevole dove il tutto il sistema familiare possa sentirsi sicuro, libero di esprimersi e scegliere.

    Una relazione educativa efficace favorisce lo sviluppo delle competenze cognitive, emotive e sociali. Un buon rapporto educativo permette di comprendere meglio i bisogni e le potenzialità dell’individuo, facilitando interventi personalizzati e motivanti. In sintesi, la relazione educativa non è solo un mezzo per trasmettere conoscenze, ma un vero e proprio strumento di crescita globale, capace di promuovere l’autonomia, la responsabilità e il benessere della persona.

  • Perché conoscere l’educazione oggi è cosi importante?


    La parola “educazione” spesso viene utilizzata nella quotidianità con accezione univoca rispetto ai valori del ringraziare, obbedire alle figure più adulte o di riferimento e rappresenta per la nostra cultura un’etichetta che determina il comportamento adeguato o meno dei bambini in riferimento agli insegnamenti dei genitori e caregiven.
    Ma cosa significa veramente “educare”? Quanto è importante oggi educarsi ed educare?
    Seguimi per una nuova lente esplorativa sul termine “ educazione”.

    Quando si diventa “genitori” ci si trova quasi sempre ad interrogarsi sull’”educazione”. 
    Sono tante le emozioni e tutte profondamente diverse, come sono diversi i modi di essere genitori. Tutte giuste, tutte da accogliere e sostenere. Eppure, la genitorialità porta con sé un confronto con i nostri modelli di riferimento e con il contesto educativo in cui siamo inseriti a livello sistemico.
    Ma quali sono le differenze tra il modello genitoriale tradizionale e quello adottato dalla nuove generazioni moderne?
    Una cosa certa è che: l’educazione condiziona il benessere e la salute mentale, emotivo e sociale dei figli.
    Il punto in comune tra le due educazioni è desiderare il loro bene, ed ogni genitore lo fa con ciò che ha e che sa dare e fare al meglio. L’intenzionalità benevola è sicuramente un punto comune, ma vale la pena indagare profondamente su cosa è cambiato nel tempo.
    Rispetto al passato sono cambiati gli approcci e il focus non è più la precedente disciplina di obbedienza che veniva definita “buona educazione” ma il benessere psicologico ed emotivo del bambino. Oggi sembra esserci una maggiore disponibilità all’ascolto dei bisogni ed una nuova attenzione nella cura.Si desidera tanto uno sviluppo armonico nelle diverse aree di sviluppo e si ricerca un’equilibrio.
    Sta cambiando la postura verso i figli, lo sguardo e c’è una maggiore riflessione su di sé ed una rilettura dell’educazione ricevuta nella propria infanzia. Ciò però non significa che i modelli tradizionali non abbiamo influenzato per alcuni aspetti in modo positivo la crescita dei figli ma una sana modalità di approcciarsi alla vita potrebbe proprio partire da un’attenta valutazione dei modelli educativi, un percorso formativo e informativo con gli specialisti dell’educazione, uno spazio di dialogo sano in famiglia con una buona definizione dei ruoli e una comunità familiare e sociale aperta, dialogante per il benessere sistemico.
    Ai futuri genitori, ai neogenitori e ai genitori che oggi giorno danno il meglio di sé ricordo che possono contare su un sostegno pedagogico, una mano che li accompagna in questo cammino.

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  • Perché richiedere una consulenza pedagogica?

    Le consulenze pedagogiche sono per tutti! Possono beneficiarne i neonati, bambini, ragazzi, adulti e anziani.
    In consulenza offro:
    • Supporto individuale: ascoltando i tuoi bisogni specifici o quelli esposti dai caregiven posso fornirti strategie personalizzate;
    • lavorare sull’ autonomia: osservando e condividendo le fatiche è possibile stilare un progetto con relative strategie di intervento per sviluppare le abilità come la concentrazione, la motivazione, l’autostima.
    • Supporto emotivo: ogni comportamento ha origine da un’ emozione che merita di essere accolta e identificata correttamente.
    • Supporto genitorialità: accompagno i genitori nel comprendere le dinamiche educative, la relazione e a sostenere lo sviluppo dei propri figli nelle diverse fasi di vita.
    • Sviluppo di abilità sociali e di relazione: imparare a comunicare anche attraverso l’utilizzo di Storie Sociali e favorire la cooperazione per garantire un clima sereno sopratutto in ambito scolastico.
    • Progettare le azioni future e orientare le scelte educative e lavorative: ascoltare i desideri e orientare le scelta accompagnando la persona nella gestione delle sfide quotidiane e indossando lenti per riletture significative.

  • Chi è il Pedagogista?

    Non se ne parla frequentemente e spesso si rischia di confonderlo con altre figure professionali, ma se sei qui è perché vuoi saperne di più. Ti guiderò in questa scoperta. Il pedagogista è un esperto di alto livello, specializzato nei processi educativi e formativi, con autonomia scientifica e responsabilità deontologica. Si occupa di progettazione, coordinamento, intervento e valutazione pedagogica in diversi ambiti: socio-assistenziale, socio-educativo e socio-sanitario.

    Il pedagogista interviene a supporto di persone di tutte le età, concentrandosi principalmente su diversi ambiti: educativo, formativo, scolastico, culturale, giudiziario, ambientale, sportivo e motorio. Opera anche nell’integrazione, nella cooperazione internazionale e nei servizi socio-sanitari, limitatamente alle dimensioni socio-educative.

    Il pedagogista è un esperto nel settore dell’educazione formale e non formale, che opera nel rispetto delle normative vigenti, del profilo professionale e del codice deontologico di riferimento. Svolge la sua attività avvalendosi di metodologie specifiche della professione, lavorando in modo autonomo, subordinato o, quando consentito, attraverso forme di collaborazione.

    La professione di Pedagogista è regolata dalla L.55/2024 del 15.4.2024 (Disposizioni in materia di ordinamento delle professioni pedagogiche ed educative e istituzione dei relativi albi professionali), in vigore dall’8.5.2024.