
Sviluppo motorio
•0-6 mesi: il bambino inizia a controllare la testa, riuscendo a sollevarla e mantenerla dritta; porta le mani alla bocca.
•6-12 mesi: impara a sedersi da solo, gattonare e mantenersi in piedi con sostegno, fino ai primi passi.
•12-18 mesi: cammina autonomamente ed esplora l’ambiente con maggiore sicurezza.
•18-24 mesi: perfeziona la deambulazione, inizia a correre e salire le scale; migliora la coordinazione, ad esempio nell’afferrare oggetti.
•24-36 mesi: affina ulteriormente le abilità motorie: corsa, salto, lancio e presa diventano più sicuri.
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Sviluppo cognitivo
•0-2 anni (stadio senso-motorio): il bambino conosce il mondo attraverso percezioni e azioni, sperimentando e interagendo con l’ambiente.
•Intorno agli 8 mesi: inizia a manipolare gli oggetti e a raccogliere informazioni su di essi.
•12-18 mesi: compare la capacità di imitare e il primo gioco simbolico, che rappresenta la realtà attraverso il gioco.
•18-24 mesi: il gioco simbolico diventa più articolato e il bambino inizia a riprodurre comportamenti e ruoli.
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Sviluppo del linguaggio
•0-6 mesi: produce suoni e vocalizzi, reagendo agli stimoli sonori.
•6-12 mesi: comprende parole semplici e pronuncia le prime, anche se non sempre chiaramente.
•12-18 mesi: il vocabolario si amplia e compaiono frasi di due parole.
•18-24 mesi: il linguaggio si arricchisce rapidamente, con frasi più complesse e maggiore capacità comunicativa.
•24-36 mesi: il bambino comprende istruzioni articolate ed esprime bisogni e desideri con maggiore chiarezza.
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Sviluppo emotivo-relazionale
•0-6 mesi: compare il sorriso sociale e il riconoscimento dei volti familiari.
•6-12 mesi: emergono emozioni più complesse, come la paura dell’estraneo; si rafforzano i legami di attaccamento.
•12-18 mesi: si sviluppa il senso di sé e cresce il bisogno di autonomia.
•18-24 mesi: imita i comportamenti degli adulti e inizia a interagire con i coetanei.
•24-36 mesi: migliora la capacità di esprimere le emozioni e di relazionarsi con gli altri.
Quando nasce un bambino/a, i genitori si preoccupano del suo stato di salute e del benessere generale. Allattamento, monitoriggio della crescita, sonno sereno o risvegli notturni, pianti ( una comunicazione da interpretare), fastidi ecc
Sono tante le situazioni nuove ed è un viaggio che non trova uguali in nessun percorso altrui.
Per chi sta intorno ad una nuova famiglia l’invito è quello di non giudicare il genitore, non sostituirsi ai genitori credendo di avere esperienze e di poterne sapere di più. Ogni genitore porta con sè una conoscenza unica verso il proprio figlio. Sostienilo in questo viaggio di scoperta, alla ricerca di un nuovo essere sé e un nuovo mondo tra le braccia.
Il bambino, tuo figlio/a, sarà il tuo coach.
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Cara mamma e caro papà, non esistono genitori perfetti ma si può essere genitori migliori e consapevoli con un percorso professionale.
La tua pedagogista Maria

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